Il Vialone dei Bagni

  • 1. Terme Tettuccio

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    Nel 1370 il luogo era sistemato in modo semplice con una piccola tettoia a protezione della sorgente (da cui il nome “Tettuccio”) ed usato soprattutto per l’estrazione del sale. Il primo vero stabilimento venne edificato dal 1779 al 1781 per volontà del Granduca Leopoldo, nell’ambito della ristrutturazione urbanistica affidata all’Arch. Niccolò Gasparo Paoletti (1727-1813). Pur di grande effetto scenografico, era diverso da quello attuale che fu edificato, insieme al vicino Stabilimento Regina, dal 1923 al 1927 su progetto dell’architetto fiorentino Ugo Giovannozzi.

    Per lungo tempo è stato non solo stabilimento termale, ma luogo di cultura e di incontro delle maggiori personalità della musica, dell’arte, della diplomazia, della politica.

    Il vasto parco, l’eco della musica, il caffè storico, la sala di lettura: Il Tettuccio è tutt’oggi una vera e propria “cittadella del benessere” dove tutto concorre a ricreare quell’equilibrio psico-fisico che riposiziona l’uomo in armonia con la natura e con se stesso.

    All’interno: fontana dei coccodrilli di Sirio Tofanari (1886-1969), Sala di Scrittura, Salone Portoghesi (opera dell’arch. Paolo Portoghesi), Tempietto della Musica con copertura a cupola rivestita da tegole a scaglie di maiolica (manifattura di Galileo Chini), Galleria della Mescita con mosaici di Basilio Cascella (1860-1950), fontana dell’Airone e della Rana (Raffaele Romanelli, 1925), Caffè Storico con opere di Maria Biseo, l’ampio e rigoglioso parco.

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  • 2. Terme Leopoldine

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    Maestose, ma sobrie, furono costruite per volere ed in onore del Granduca Pietro Leopoldo I d’Asburgo Lorena, nel 1775 ma erano conosciute fin dall’antichità tant’è che fonti riferiscono che durante lavori di recupero nel cratere furono trovate alcune statuette votive romane (A. Bicchierai “Dei Bagni di Montecatini” 1788).

    La progettazione è attribuita all’architetto Gaspero M. Paoletti che impostò l’edificio con impianto neoclassico, affacciato sullo “stradone dei bagni” (oggi Viale Verdi), intorno al cratere di forma circolare destinato principalmente all’acqua Leopoldina, la più calda delle acque termali della zona. Il progetto prevedeva l’impianto che resta ancor oggi.

    Nel 1917 l’architetto Giovannozzi firmò un nuovo progetto nel quale la facciata venne mantenuta ma aggiunse dietro di essa due corpi di fabbrica a due piani sino al cratere della Fonte Grocco. Nel cortile interno venne costruito l’anello intorno alla vasca e le scale per accedervi ed il preesistente pronao in stile dorico fu raccordato all’edificio.

    Al momento le Leopoldine sono un grande cantiere in ristrutturazione su progetto dell’architetto Massimiliano Fuksas che con le “Nuove Terme Leopoldine” ripercorre il concetto delle terme romane, creando ambienti che invitano alla socializzazione, al piacere, allo svago e alla vita sociale.

    Una grande piscina di acqua termale (2.400 mq.), contenente la vasca storica, alimentata con acqua Leopoldina a diverse temperature ed intorno passerelle di pietra e un grande solarium. Un grande bagno romano (sul lato destro) si connette direttamente alla piscina esterna attraverso un passaggio d’acqua con la vasca del frigidarum e del tepidarum. Il calidarium conclude questo percorso ed offre sauna, bio sauna e un monumentale bagno turco. L’ala sinistra è invece occupata dall’area ristorazione e dal vasto centro benessere e wellness. In totale la parte coperta misura 4.800 mq.

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  • 3. Salute e Benessere

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    TERME LA SALUTE

    Passando per il coloratissimo “Mercatino della Salute”, dove si può trovare di tutto spesso a prezzi convenienti (souvenir, abbigliamento, artigianato, prodotti tipici), si arriva allo stabilimento “La Salute”.

    E’ uno stabilimento in stile tipicamente toscano, dove è possibile bere l’acqua, passeggiare nel grande parco, da cui si gode una splendida vista del colle di Montecatini Alto, e muoversi al ritmo delle più coinvolgenti musiche da ballo. Non solo un luogo di cura, quindi, ma anche spazio dedicato allo svago e al relax per ogni età, con pomeriggi dedicati alle danze.

    TERME REDI

    Lo stabilimento è stato completamente ristrutturato nel 2009. Gli ampi spazi ed una sapiente scelta dei materiali e degli elementi di arredo hanno creato ambienti eleganti e suggestivi.

    Vi si praticano: fangobalneoterapia (fanghi, idromassaggi, bagni all’ozono e massofisioterapie), inalazioni per adulti e per i piccoli, insufflazioni tubo timpaniche, ventilazione, nebulizzazione.

    Lo stabilimento dispone di un reparto per il recupero funzionale motorio con piscine termali dotate di percorsi riabilitativi, 2 palestre, il centro fisioterapico.

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  • 4. Polo Termale (Tamerici, Torretta, Parco)

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    PARCO DELLE TERME. Grande polmone verde è un vastissimo comprensorio naturale (circa 75.000 mq.) che fa da scenario ai diversi stabilimenti termali, tutti dotati di ampi ed accoglienti saloni per la mescita e attrezzature per lo svago ed il relax.

    In mezzo al parco termale si trovano:

    TERME TAMERICI. Situato dietro le Leopoldine, prende il nome dalla pianta Tamarix Gallica che sorgeva intorno alla sorgente d’acqua che fu scoperta nel 1843.

    L’edificio fu ristrutturato nel 1909 su progetto dell’architetto Giulio Bernardini che, con l’architetto Giusti, volle associare il rinascimento toscano al moresco veneziano, tipiche decorazioni neomedievali e bizantine.

    All’interno molte e notevoli le opere di Galileo Chini; in particolare la pavimentazione, i rivestimenti e due grandi pannelli ceramici in quella che originariamente era la “sala della mescita”.

    Da segnalare inoltre l’opera in bronzo raffigurante il puttino ed il ranocchio che lancia uno zampillo d’acqua sulla splendida vasca marmorea neoquattrocentesca opera di Raffaello Romanelli.

    Oggi è utilizzato come luogo di ritrovo, di esposizioni e di incontri culturali.

    TERME TORRETTA. Più a ovest le Terme Torretta che prendono il nome dallo stile dell’edificio (castello con torre merlata). Nel 1904 l’architetto Giulio Bernardini aggiunse all’edificio un loggiato su tre lati in stile quattrocentesco fiorentino che dominava un parco nel quale fu creato un laghetto sormontato da un ponte e fu edificata una cappella gotica a pianta ottagonale con cripta.

    Attualmente le Terme Torretta sono in fase di ristrutturazione.

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  • 5. Excelsior, Padiglione dei sali, Municipio

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    TERME EXCELSIOR. Caratterizzato da un arioso porticato con colonne di pietra serena decorate da eleganti capitelli ed archi con medaglioni di terracotta smaltata, sorse nei primi anni del novecento ed in un primo tempo ospitò il Casinò Municipale.

    La sua trasformazione da gran Caffè e Casinò Municipale a stabilimento termale risale al 1915, su progetto dell’architetto Giovannozzi che all’ampio ed elegante salone liberty, luogo d’incontro e di manifestazioni culturali, ideato dal Bernardini ed edificato tra il 1905 e il 1909, abbinò un edificio adibito a tutte le cure complementari a quelle idropiniche e aperto per tutto l’anno.

    L’azione corrosiva del tempo e l’esigenza di rinnovamento degli impianti hanno portato alla demolizione della neo cinquecentesca costruzione del Giovannozzi e nel 1968 fu inaugurato il corpo di fabbrica moderno sviluppato su 4 piani.

    Attualmente sono attivi il piano terra, dove in inverno si effettua la cura idropinica e tutto l’anno si organizzano numerosi concerti di musica classica , ed il primo piano, dove un moderno centro benessere e wellness offre i più moderni trattamenti estetici e relax , tutti a base delle esclusive acque termali.

    IL PADIGLIONE DEI SALI. Situata adiacente all’ingresso del teatro Verdi, nei primi del novecento fu un Chiosco per la vendita dei Sali, e oggi è sede di alcuni esercizi commerciali. Ha sulla facciata quattro grandi bassorilievi in gres, opera di Domenico Trentacoste (1859–1933), che rappresentano figure della lavorazione della ceramica: decoratore, tornitore, infornatore, artista in cui è ritratto Galileo Chini, che a sua volta dipinse un fregio sulla trabeazione.

    MUNICIPIO. Situato sulla destra del Viale Verdi, fu costruito negli anni dal 1913 al 1919 nel luogo in cui c’erano le scuderie granducali, per dotare la città di una sede civica rappresentativa ed appropriata alle dimensioni ed al ruolo che andava assumendo. Progettato dall’architetto montecatinese R. Brizzi e dall’ingegnere comunale L. Righetti, pur ispirandosi ai palazzi rinascimentali presenta elementi tipici dell’Eclettismo dell’epoca.

    Nell’interno: lucernari, decorazioni della volta: 12 lunette e pennacchi in cui sono raffigurate allegorie delle attività umane: il tutto disegnato e dipinto da Galileo Chini. Da non perdere la grande opera di Mirò “Donna avvolta in un volo d’uccello” donata alla città dall’autore ed esposta nel MOCA - Montecatini Terme Contemporary Art - all’interno del Municipio.

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  • 6. La Piazza

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    Da sempre i montecatinesi con il termine “piazza” identificano questa piazza e la vivono nell’accezione di Agorà (raccogliere, radunare), cioè del luogo in cui ci si incontra, si parla, ci si scambiano pareri, si commenta e, da buoni toscani, si critica. Alle spalle della piazza la chiesa, dedicata a Santa Maria Assunta; di fronte il Viale Verdi che collega al Tettuccio.

    VIALE GIUSEPPE VERDI. E’ la strada che, partendo dalla chiesa collegava la Via Regia con il Tettuccio passando per Leopoldine e Palazzina Regia ed ha costituito il nucleo intorno al quale si è evoluta ed accresciuta la città. Per lungo tempo individuata come Vialone dei Bagni la strada è stata quindi intitolata a Giuseppe Verdi, assiduo ed amato frequentatore di Montecatini Terme.

    BASILICA DI S.MARIA ASSUNTA. L’attuale edificio è stato realizzato su progetto dell’architetto Raffaello Fagnoni in collaborazione con Pierluigi Spadolini, Mario Negri e Alfonso Stocchetti negli anni sessanta del novecento, ed è andato a sostituire la costruzione neoclassica edificata tra il 1822 ed il 1827 su disegno dell’architetto Luigi de Cambray Digny (1778 – 1843). Le colonne del portico dell’antica chiesa sono conservate presso la Villa Forini Lippi, sede della Biblioteca Comunale.

    PALAZZINA REGIA. Residenza estiva della famiglia granducale fu commissionata dal Granduca Pietro Leopoldo; è un edificio sobrio che doveva servire da modello per le dimore signorili della città. Oggi è la sede dell’amministrazione delle terme.

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